Oggi parliamo di Credito al Consumo: ragionevolmente ognuno di voi presto o tardi si è trovato alle prese con una richiesta di mutuo o di finanziamento o semplicemente con una richiesta di preventivo, anche solo in un negozio per acquistare un bene e non necessariamente in Banca o in una Società Finanziaria; purtroppo dobbiamo partire dal presupposto che questa materia è particolarmente complessa e farraginosa in quanto il Legislatore non ha trovato il coraggio o il mestiere di cambiare radicalmente una Legge del 1950 (!), ebbene sì perchè ancora su di essa si basa la materia in discussione, recentemente c'è stato un intervento che ha cercato di aumentare le tutele dei consumatori ma il sistema continua a fare acqua e ad essere poco comprensibile.
La prima cosa da mettere in evidenza è l'annosa ma fondamentale differenza tra TAN e TAEG, indicatori sui quali si basa o si dovrebbe basare il confronto tra un preventivo e l'altro per valutarne la convenienza, il primo Tasso Annuo Nominale non è altro che il valore puro dei soli interessi che si pagano in ragione del tempo trascorso tra l'erogazione del prestito in questione e la sua conclusione con il pagamento dell'ultima rata, il secondo invece Tasso Annuo Effettivo Globale è l'indice di costo totale dell'intera operazione e quindi congloba in sè oltre al valore del TAN e quindi degli interessi anche tutte le altre spese accessorie al finanziamento (istruttoria, incasso rata, assicurazioni, ecc.): è dunque evidente che l'indice fondamentale per un confronto dovrebbe essere il secondo e non il primo, però qui cominciano i problemi in quanto i due indici sono annuali e dunque in presenza di rimborsi pluriennali esso dovrà essere valutato in proporzione rispetto agli anni per i quali si è deciso di rateizzare il debito, inoltre non è ancora chiaro l'obbligo per gli operatori di inserire o meno chiaramente nel TAEG l'importo relativo alle assicurazioni che, ricordate, non possono mai essere obbligatorie ma per loro natura sono lasciate alla scelta consapevole del consumatore (in questo senso proprio in questi giorni è stato redatto un protocollo d'intesa tra l'ABI e le Associazioni dei Consumatori nel quale si è deciso di cambiare i contratti di finanziamento rendendo più chiara la facoltatività delle polizze); avrete un po' di confusione in testa...è normale, non è colpa vostra che non capite ma del Legislatore che non può permettere, a nostro avviso, che una materia così delicata ed importante venga regolata ancora sostanzialmente da una Legge vecchia di ben 64 anni!!!.Per tutti questi motivi ci sentiamo di consigliare un approccio diverso che è il seguente: chiedete sempre spiegazione e costi circa le polizze assicurative eventualmente presenti e decidete consapevolmente se inserirle o meno nel finanziamento, poi basatevi per un confronto tra preventivi sui soldi che avrete in tasca dall'operazione e l'importo della rata mensile che dovrete pagare, questi 2 secondo la mia opinione dovrebbero essere, a parità di rateizzazione scelta ovviamente, la stella cometa di ognuno di noi per capire realmente la reale convenienza di un preventivo rispetto all'altro. Spero che possiate avere le idee un po' più chiare, se non sarà così consolatevi la colpa non è solo vostra ma soprattutto...del Legislatore!
di Alessandro Tucci

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