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sabato 10 settembre 2016

TRA LE TENEBRE DI MAFIA CAPITALE... SPUNTANO RAGGI DI SOLE...

La maturità di una democrazia è racchiusa nell'accettazione della sconfitta, nell'augurare buon lavoro ai vincitori e nel portare avanti proposte alternative a chi sta governando.



Il 19 giugno 2016 i romani hanno scelto. Hanno scelto di cambiare, di voltare pagina, di dare un'opportunità a chi non l'aveva avuta prima. Tutto questo si chiama alternanza, e rappresenta forse la più alta espressione di democrazia: il popolo attraverso le elezioni destituisce chi ha mal governato, affidandosi a chi fino al giorno prima affermava di poter governare e soprattutto di poterlo fare meglio e nel pieno interesse della collettività.
Purtroppo, nel nostro amato Paese, manca un elemento fondamentale: l'accettazione della sconfitta che si sostanzia nell'augurare buon lavoro ai vincitori, rimboccandosi le maniche per imparare dai propri errori e tornare legittimamente alla vittoria alla successiva tornata elettorale.
Virginia Raggi ha vinto legittimamente le elezioni, perché probabilmente sono stati gli avversari politici a perderle clamorosamente... 
La Capitale è in costante declino e tutte le amministrazioni che si sono susseguite non hanno mai adottato un piano politico per risolvere i problemi che affliggono la città: mobilità, sporcizia, infrastrutture, sicurezza... tutti settori lasciati al caso, all'improvvisazione ed alla risoluzione alla meno peggio di problemi contingenti. Il tutto contornato dal più classico del malaffare politico, un vaso di Pandora chiamato MAFIA CAPITALE, un intreccio di "favori" all'interno del Campidoglio che una volta scoperchiato ha mostrato tutto il marcio della politica capitolina, un marcio trasversale che per molti troppe persone era meglio non venisse a galla.
Il day after il ballottaggio che ha visto trionfare Virginia Raggi, il problema dei perdenti non è stato purtroppo quello di capire i motivi della sconfitta, quelli i volponi li sapevano già, ma trovare un modo per screditare chi democraticamente aveva conquistato il diritto a governare.
Non sono un esponente del M5S, penso che per governare non servano bandiere, ma buonsenso ed in Italia ce n'è tanto bisogno, perchè in queste ultime settimane abbiamo assistito ad un attacco mediatico nei confronti del Neo Sindaco di Roma da far rabbrividire, trasmissioni di approfondimento e Tg che danno più spazio alle nomine di un primo cittadino piuttosto che parlare del dramma di migliaia di sfollati vittime del sisma, esponenti del PD che si preoccupano di fare processi preventivi in presenza di un avviso di garanzia, quando negli anni sono stati i maggiori sponsor del garantismo!!!
Per carità, chi ha sbagliato paghi ed anche in maniera pesante, su questo è giusto che sia così, ma prima di fare il processo alle intenzioni si vada a fondo del marciume di MAFIA CAPITALE, e si dia la possibilità di governare a chi democraticamente ha ottenuto il consenso dei cittadini.
Sparlare di un Sindaco che è in carica da meno di sei mesi è da persone mediocri, meschine e senza un briciolo di dignità perché consapevoli che fino a pochi mesi prima quelle poltrone venivano indegnamente utilizzate per tornaconto personale o per agevolare quelli che io definisco i furbetti del quartiere: una piovra che si impossessava di appalti pubblici, spendendo male le già poche risorse disponibili senza restituire alla popolazione il benché minimo beneficio in termini di servizi.
Ora più che mai Virginia Raggi non deve mollare, perché lasciare ora significherebbe far ripiombare la capitale nel caos e disorientare le migliaia di cittadini che con un colpo di reni hanno deciso di voltare pagina.

di Lorenzo Rapino

REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016

 LA VERITA’ CHE MOLTI VORREBBERO NASCONDERE



Con un po’ di anticipo oggi ci occupiamo della questione legata al Referendum Costituzionale sul quale saremo chiamati ad esprimerci tra fine novembre ed inizio dicembre: ho intenzione di dividere il mio articolo in due parti, la prima, oggettiva, richiamerà le principali novità contenute nel DDL Boschi-Renzi in maniera del tutto terza ed oggettiva in modo tale che ognuno di voi possa formarsi una idea su come e se votare, nella seconda parte darò quella che è la mia idea relativamente al possibile cambiamento in quanto credo che tutti debbano essere in grado di esprimere la propria opinione esigendo rispetto, tenendo presente che si parla di cose non troppo lontane da noi e che incideranno sulla vita politica del nostro Paese nei prossimi anni.
Innanzitutto la doverosa premessa prevede il chiarimento del perché siamo chiamati alle urne: il Ministro Boschi in rappresentanza del Governo Renzi ha presentato alle Camere un Disegno di Legge per la modifica di alcuni punti della nostra Costituzione di cui discuteremo in seguito; al termine di tutto l’iter interminabile di approvazione previsto dal nostro ordinamento lo stesso DDL, ovviamente più volte modificato rispetto alla struttura originaria, se avesse ricevuto la maggioranza qualificata dei due terzi di entrambi i rami del Parlamento sarebbe stata immediatamente promulgata, invece avendo ricevuto solo una maggioranza assoluta può essere presentata richiesta di referendum confermativo da un quinto dei membri di una Camera, da cinquecentomila elettori o da cinque Consigli Regionali entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale come in effetti poi è avvenuto. Importante specifica riguarda l’assenza del quorum per tale tipo di consultazione, il risultato sarà valido a prescindere dal numero di partecipanti al voto.
Dopo aver chiarito il motivo per cui saremo chiamati alle urne in una data non ancora fissata ma che sarà sicuramente tra fine novembre ed inizio dicembre andiamo a definire quali sono i punti principali della Riforma Boschi:
1 – ADDIO AL BICAMERALISMO PERFETTO
I due rami del Parlamento così come oggi definiti cambieranno la propria conformazione e funzione: la Camera dei Deputati rimarrà a suffragio universale diretto ed avrà, in esclusiva, la funzione di indirizzo politico, di approvazione delle leggi e esprimerà la fiducia nei confronti del Governo. Il Senato viene svuotato degli attuali poteri e riconvertito a nuova funzione come vedremo nel successivo punto, l’obiettivo dichiarato è quello di sveltire l’iter di approvazione delle Leggi che ad oggi oggettivamente è fuori da ogni tipo di logica conservativa. In conclusione di questo punto bisogna specificare che attualmente l’Italia è l’unico Paese europeo ad avere un bicameralismo paritario.
2 – IL NUOVO SENATO
Il nuovo Senato sarà composto da 95 membri contro i 315 attuali, non ci sarà più il suffragio universale diretto ma esso sarà composto da 21 sindaci (uno per Regione tranne il Trentino che ne nominerà due) e 74 Consiglieri Regionali nominati dai Consigli stessi, dunque la composizione sarà espressione indiretta della volontà dei cittadini, cosa importante i componenti del nuovo Senato non avranno diritto ad alcuna indennità se non a quella che già percepiscono come Sindaci o Consiglieri Regionali; sarà evidentemente espressione degli Enti Territoriali e potrà esprimere pareri prima dell’approvazione delle Leggi che, come visto sopra, rimarrà esclusiva responsabilità della Camera dei Deputati; appare piuttosto evidente il cospicuo risparmio in termini economici derivante dall’applicazione di questo punto.
3- ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO
Alla luce della nuova composizione del Senato saranno esclusi dalla votazione per il nuovo Presidente della Repubblica i Consiglieri Regionali nominati ad hoc essendo essi già presenti nel nuovo Senato che, insieme alla Camera, avrà l’esclusiva sull’elezione del nuovo Capo dello Stato: rispetto ad oggi quando dal quarto scrutinio in poi è prevista l’elezione per maggioranza assoluta nella riforma si è voluta mantenere una maggioranza qualificata fino al settimo scrutinio per poter meglio garantire l’importanza di tale figura, non entrerò troppo nel merito dei quorum per non complicare la faccenda con troppi tecnicismi
4 – IL NUOVO ITER DI APPROVAZIONE DELLE LEGGI
Come detto precedentemente  la Camera dei Deputati rimarrà l’unico ramo del Parlamento con l’esclusività della funzione legislativa con alcune eccezioni però: il Senato manterrà la funzione legislativa per le Leggi Costituzionali e di Revisione Costituzionale, sui rapporti tra Stato, Unione Europea ed Enti Territoriali e sulla tutela delle minoranze; il Senato potrà chiedere modifiche ad una legge che però potranno essere rifiutate dalla Camera con maggioranza semplice
5 – COMPETENZE STATO – REGIONI, SI TORNA INDIETRO
Ambiente, gestione di porti e aeroporti, trasporti e navigazione, produzione e distribuzione di energia, politiche per l’occupazione, sicurezza sul lavoro, ordinamento delle professioni, beni culturali e turismo: tutte queste materie torneranno di competenza esclusiva dello Stato Centrale dopo che qualche anno fa furono trasferite alle Regioni senza gli attesi e per certi versi sperati risultati soddisfacenti.
6 – NUOVA PROCEDURA DI VOTO A DATA CERTA
Il Governo può chiedere alla Camera su alcuni Disegni di Legge una corsia preferenziale chiedendone la definitiva approvazione in 70 giorni (ad oggi più che una utopia…!), tale iter non potrà essere richiesto per la materia elettorale, la ratifica di trattati, l’amnistia, l’indulto e le leggi di bilancio oltre che per le leggi di competenza del Senato, la Camera avrà 5 giorni di tempo per esprimersi in merito alla richiesta del Governo
7 – NOVITA’ SU REFERENDUM ABROGATIVO E LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE
Il quorum del 50% più uno degli aventi diritto per rendere valido un referendum abrogativo (muro storicamente quasi invalicabile) tendenzialmente rimane anche se viene introdotta la novità che, se la proposta viene presentata da almeno 800mila elettori (sui 500mila minimi previsti) il quorum si abbassa notevolmente e diventa il 50% più uno dei votanti alle ultime elezioni.
Per le leggi di iniziativa popolare le firme di presentazione passano da 50mila a 150mila con una differenza sostanziale però: in questo caso la Camera avrà l’obbligo di discuterle e votarle
8 – NOMINA GIUDICI CORTE COSTITUZIONALE
I 5 giudici di nomina parlamentare non saranno più eletti in seduta comune di entrambi i rami del Parlamento ma separatamente: 3 dalla Camera e 2 dal Senato
9 – ADDIO A PROVINCIE E CNEL
La riforma suggella la fine definitiva delle Provincie definendo la Repubblica composta da Comuni, Città Metropolitane, Regioni e Stato mettendo definitivamente fine all’ibrido tuttora in vigore che non ha fondamenti di logica.
Viene altresì soppresso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro composto da 63 membri che attualmente svolge funzione consultiva e propositiva in materia di leggi che riguardano economia e lavoro.
Anche in questo caso appare del tutto evidente il risparmio in termini di risorse.
10 – EVENTUALE ENTRATA IN VIGORE
In ultimo bisogna specificare che la Legge prevede l’entrata in vigore della Riforma Costituzionale con la Legislatura successiva a quella vigente al momento del Referendum.

Ho cercato di schematizzare per quanto possibile e di semplificare i principali punti di novità previsti dalla Riforma Costituzionale, come promesso in conclusione di articolo cercherò di dare la mia opinione invitando ciascuno di voi a formarsi la propria:
la prima cosa che mi salta all’occhio è la logica del compromesso che viene fuori da qualunque provvedimento e che deriva da una logica immonda di attraversamento legislativo che dire farraginoso è davvero poco: il provvedimento originario prevedeva cose molto più “estreme” rispetto a quelle uscite fuori da tale lunghissimo iter. Nonostante ciò io sono assolutamente a favore delle Ragioni del SI’ e il motivo è presto detto: la Carta Costituzionale è costituita da regole fondamentali che rimane giusto non toccare ma tutto il resto non può rimanere immutato per sempre perché il mondo cambia e, grazie a Dio, cerca di evolversi: è indubbio che siamo un Paese fermo soprattutto rispetto ad altri che invece riescono a camminare più veloce di noi grazie ad una struttura governativa e legislativa migliore e più efficiente della nostra, ebbene questa riforma non è certamente la panacea di tutti i nostri mali ma sicuramente può essere il primo passo per progredire verso una logica diversa e migliore in termini di costi della politica e velocità di approvazione dei provvedimenti legislativi.
Chiudo sottolineando che francamente mi viene abbastanza da sorridere quando sento personaggi come Berlusconi o D’Alema (sì non sto scherzando…) dire che bisogna votare no dopo che loro per anni hanno provato a fare più o meno le stesse modifiche che oggi rifiutano senza riuscirci, e allora invito tutti ad uscire fuori dalla demagogia, dalle logiche del passato e dagli schieramenti: questa non è la Legge del Governo Renzi né quello della Boschi ma è una Legge che serve al nostro Paese per riuscire a competere nel mondo globale nei prossimi anni o quantomeno a provarci perché come siamo messi ora non andiamo da nessuna parte.

di Alessandro Tucci

SIAMO CITTADINI O SUDDITI DELLE MULTINAZIONALI? #3

In un Mondo Globalizzato i veri nemici sono i nostri egoistici comportamenti che ci portano a trascurare il bene comune, ignorando che i nostri stessi comportamenti ci danneggeranno, colpendoci come un boomerang...



La domanda contenuta nel titolo non trova ancora una risposta!
Siamo cittadini? Chissà... La definizione di cittadino trae origine dalle antiche città stato ed in particolare nell'impero romano: chi era cittadino di Roma era tutelato e si considerava protetto ed intoccabile in ogni luogo dell'impero ed anche nelle città straniere...
Siamo sudditi delle multinazionali? La parola suddito, nell'uso corrente, indica chi è subordinato a uno stato organizzato in monarchia assoluta...
La difficoltà nel rispondere a siffatta domanda risiede essenzialmente nel caos che regna in questo Mondo globalizzato, dove tutti sanno tutto di tutti, ma dove ogni fonte di informazione deve essere sistematicamente verificata e dove gli stati cedono la loro sovranità a favore di entità sovranazionali, raggirando meschinamente quell'istituto nato nell'antica Grecia e chiamato Voto.
Viviamo in un Mondo dove essere cittadini rappresenta uno status che spesso non garantisce privilegi e protezione, ma piuttosto obblighi e doveri derivanti da sistemi giuridici invasivi: LIBERTA' dovrebbe essere il Mantra del nostro tempo, ed invece di libero ci resta tutto ciò che non è vietato e badate bene, non è la stessa cosa!
Di contro possiamo tranquillamente affermare che i sudditi delle Multinazionali hanno forse acquisito uno status superiore, quasi di cittadini nel senso letterale della parola, vivendo una quotidianità fatta si di regole ed obblighi, ma anche di collaborazione, di obiettivi comuni da condividere, di una costante pressione positiva per raggiungere un bene comune, una mission, di un orgoglio, un attaccamento alla causa che li rende fieri della comunità di cui fanno parte, salvo poi tornare mestamente sul pianeta dei cittadini una volta terminata la loro missione giornaliera.
La vera differenza del nostro tempo risiede proprio in questo, se davvero vogliamo che il nostro tempo venga ricordato dai libri di storia come il secolo della consapevolezza, della crescita, del vero progresso e della modernità, i governanti devono tornare a considerare i cittadini in quanto tali, ed a tutelarli davvero nel quadro di un generale disegno di crescita economica e culturale, applicando e adattando per quanto possibile ed opportuno quelle dinamiche aziendali che provocano nel cittadino la convinzione e la voglia di potere e dover dare di più per il bene proprio, della propria famiglia e dell'intera comunità.











lunedì 5 settembre 2016

L'EQUAZIONE DELLA DISFATTA: BUSINESS-ETICA=FURTO+OMICIDIO



Lo sgomento, il terrore, la tristezza per i danni provocati dal sisma rimbombano ancora nei nostri cuori e ci riportano alla mente il tragico epilogo di analoghi episodi dove a perdere sono sempre i cittadini. E purtroppo non parliamo di soldi o di meri beni materiali, ma di affetti, di nostri cari sepolti da un cumulo di macerie all’improvviso e di quella sensazione di impotenza che un terremoto ti lascia dentro.
Sette anni dopo l’Aquila, quattordici dopo San Giuliano di Puglia, il ritornello è sempre lo stesso. Constatiamo con amarezza che nulla è cambiato: a crollare sono sempre le scuole o la casa dello studente, luoghi dove si dovrebbe coltivare il futuro di una nazione intera e non seminare panico e morte. I furbetti del quartiere pensano a fare affari, ma non si rendono conto di essere assassini oltre che ladri! Il Business, quello vero, non è fatto di queste cose, bensì di missioni e ideali da raggiungere. I media fanno passare il terminelucro per parolaccia, alimentando un sentimento di odio nella società tra chi si mette in gioco nel fare impresa e chi con la propria forza lavoro, la propria dignità sceglie di portare a casa la pagnotta facendo gli interessi di chi il lavoro lo crea. Questa guerra non genera mai vincitori, ma solo vinti, creando un atavico sentimento di diffidenza tra datore di lavoro e lavoratore. Il Business, il fare impresa, non è questo! Ecco perché le imprese fuggono dal nostro Paese, perché alla fine vanno avanti i furbetti, quelli che sono convinti di fregare il prossimo, ma, invece, fregano solo loro stessi.
La scuola di Amatrice è, purtroppo, un film già visto, dove a crollare è stato un edificio ristrutturato solo quattro anni fa che avrebbe dovuto rispettare tutte le norme antisismiche; solo il caso ha voluto che il sisma si verificasse nel mese di agosto, altrimenti avremmo assistito ad un’altra strage!
Il Business può e deve essere etico, altrimenti si trasforma in furto ed omicidio. Il business è fissare una mission da raggiungere, un obiettivo di crescita sì economica, ma anche sociale, di crescita e di benessere anche e soprattutto per i dipendenti che devono condividere l’obiettivo finale ed esserne gli artefici. In Italia, la lotta di classe ha da sempre generato malessere e voglia di rivalsa a tutto vantaggio, però, delle lobby. Da par suo una mediocre classe imprenditoriale, salvo alcuni casi di eccellenza, ha utilizzato lo Stato e le proprie creature come bancomat da spolpare, lasciando spesso per strada plotoni di famiglie disperate. E’ questa una guerra senza vincitori e la cosa più triste è che lo Stato si rende complice di queste distorsioni del sistema!
Sentire Mark Zuckerberg, JPMorgan ed altri giganti dell’economia globale che faranno delle donazioni alle popolazioni colpite dal sisma, mi fa davvero tanta rabbia, perché al tavolo dei grandi ci siamo anche noi quando si discute del futuro del Pianeta, ma siamo i primi a non occuparci del futuro del nostro Paese, con il risultato che occupiamo un posto da comprimari, mai da protagonisti, perché i furbetti del quartiere pensano che sia furbo accaparrarsi appalti pubblici costruendo scuole con la sabbia. Siete dei perdenti, degli assassini, vergognatevi e pensate solo per un attimo, se in quella scuola si fosse trovato vostro figlio: il sindaco di Sangiuliano di Puglia lo sa…
di Lorenzo Rapino
Questo articolo è stato pubblicato anche su www.gionapanarello.com