Nel corso di questo week end il Premier Renzi ha ribadito la necessità di approvare il Job Act. Questo provvedimento dovrebbe, a parer suo, contribuire in maniera determinante all'evoluzione futura del mercato del lavoro nel nostro Paese che versa in condizioni disastrose, con oltre il 40% di disoccupazione giovanile ed una miriade di contratti atipici che non danno nessuna possibilità di carriera e di costruirsi un futuro, ma donano una certezza indiscutibile: l'essere SFRUTTATI!!!
Nell'ambito del suo intervento, il Premier ha tenuto a precisare che il Mondo è cambiato e su questo siamo d'accordo un pò tutti, ed una delle conseguenze di questo cambiamento è l'assoluta inadeguatezza del posto fisso, che ha caratterizzato per oltre mezzo secolo, di BENESSERE oserei dire, l'economia italiana.
Partendo, però dal punto in comune vorrei analizzare brevemente il mercato del lavoro: se è vero che il posto fisso non esiste più, che dovremo trasformare il nostro mercato del lavoro rendendolo simile ai collaudati sistemi anglosassoni, è anche vero che il vetusto ed ormai inadeguato posto fisso ha consentito una crescita economica notevole, ponendo i cittadini italiani in una posizione di privilegio rispetto a tutti i paesi industrializzati e non del Mondo; infatti quasi l'80% degli italiani possiede una casa e non è un dato da sottovalutare nel computo della ricchezza complessiva di una nazione.
Quando il Premier afferma che il Mondo è cambiato ha perfettamente ragione, ma una riforma del mercato del lavoro non si concretizza solo con l'emanazione di una leggina, ma attraverso un profondo cambio culturale: i datori di lavoro dovranno rispettare i dipendenti nei loro diritti, mentre i lavoratori dal canto loro dovranno svolgere le loro mansioni con voglia e professionalità. Perchè parliamoci chiaro, il rapporto di lavoro oggi in Italia nella maggior parte dei casi è una guerra dove non ci sono vincitori, ma escono sconfitte entrambe le parti e questo comportamento, prevaricatore da una parte e "furbetto" dall'altra, ha generato solo insoddisfazione, inefficienze e ridotto ai minimi termini la produttività.
Ben venga una riforma che funzioni, ma dobbiamo essere consapevoli che se le teste non funzionano non c'è legge che tenga perchè se è vero che il posto fisso non esiste più, è anche vero che negli Stati Uniti dove la flessibilità del lavoro è un dogma piuttosto che una legge, non è difficile trovare persone che prestano servizio nella stessa azienda da dieci, venti o anche trent'anni!!! Segno che il posto fisso deve esserci laddove la correttezza di un lavoratore viene ripagata dalla lungimiranza e la voglia di crescere di un imprenditore e viceversa.
di Lorenzo Rapino


