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lunedì 27 ottobre 2014

POSTO FISSO: PROBLEMA O RISORSA?

job
Nel corso di questo week end il Premier Renzi ha ribadito la necessità di approvare il Job Act. Questo provvedimento dovrebbe, a parer suo, contribuire in maniera determinante all'evoluzione futura del mercato del lavoro nel nostro Paese che versa in condizioni disastrose, con oltre il 40% di disoccupazione giovanile ed una miriade di contratti atipici che non danno nessuna possibilità di carriera e di costruirsi un futuro, ma donano una certezza indiscutibile: l'essere SFRUTTATI!!!
Nell'ambito del suo intervento, il Premier ha tenuto a precisare che il Mondo è cambiato e su questo siamo d'accordo un pò tutti, ed una delle conseguenze di questo cambiamento è l'assoluta inadeguatezza del posto fisso, che ha caratterizzato per oltre mezzo secolo, di BENESSERE oserei dire, l'economia italiana.
Partendo, però dal punto in comune vorrei analizzare brevemente il mercato del lavoro: se è vero che il posto fisso non esiste più, che dovremo trasformare il nostro mercato del lavoro rendendolo simile ai collaudati sistemi anglosassoni, è anche vero che il vetusto ed ormai inadeguato posto fisso ha consentito una crescita economica notevole, ponendo i cittadini italiani in una posizione di privilegio rispetto a tutti i paesi industrializzati e non del Mondo; infatti quasi l'80% degli italiani possiede una casa e non è un dato da sottovalutare nel computo della ricchezza complessiva di una nazione.
Quando il Premier afferma che il Mondo è cambiato ha perfettamente ragione, ma una riforma del mercato del lavoro non si concretizza solo con l'emanazione di una leggina, ma attraverso un profondo cambio culturale: i datori di lavoro dovranno rispettare i dipendenti nei loro diritti, mentre i lavoratori dal canto loro dovranno svolgere le loro mansioni con voglia e professionalità. Perchè parliamoci chiaro, il rapporto di lavoro oggi in Italia nella maggior parte dei casi è una guerra dove non ci sono vincitori, ma escono sconfitte entrambe le parti e questo comportamento, prevaricatore da una parte e "furbetto" dall'altra, ha generato solo insoddisfazione, inefficienze e ridotto ai minimi termini la produttività.
Ben venga una riforma che funzioni, ma dobbiamo essere consapevoli che se le teste non funzionano non c'è legge che tenga perchè se è vero che il posto fisso non esiste più, è anche vero che negli Stati Uniti dove la flessibilità del lavoro è un dogma piuttosto che una legge, non è difficile trovare persone che prestano servizio nella stessa azienda da dieci, venti o anche trent'anni!!! Segno che il posto fisso deve esserci laddove la correttezza di un lavoratore viene ripagata dalla lungimiranza e la voglia di crescere di un imprenditore e viceversa.
di Lorenzo Rapino

domenica 12 ottobre 2014

MESSAGGI SUBLIMINALI... DAI TG O DAI MERCATI?

CROLLO BORSA
Nell'ultimo mese abbiamo assistito ad un vero e proprio storno dei mercati finanziari europei, e come per magia sono tornati i titoloni sulle testate giornalistiche, nonché servizi televisivi i quali non facevano altro che parlare di miliardi e miliardi di Euro bruciati in pochi giorni. Ovviamente tali notizie seminano il panico tra i piccoli risparmiatori, che si affidano a promotori e banche per allocare il proprio risparmio. Quello che però questi professionisti dell'informazione non dicono è che i mercati europei ed in particolare la piazza milanese, nel corso degli ultimi due anni hanno avuto un andamento molto positivo, e spesso a poco valgono le raccomandazioni degli addetti ai lavori ai loro clienti di tornare a puntare sul mercato azionario, perchè questi ultimi vengono plagiati, vessati e terrorizzati da chi dovrebbe fornirci notizie imparziali sull'andamento del mondo. La verità è una sola: l'informazione non funziona, perchè punta esclusivamente a vendere notizie e come si sa, le belle notizie non vendono perchè nell'informazione il profitto viene dalla speculazione sulle disgrazie altrui.
A partire dalla fine del 2012 i mercati finanziari europei hanno messo a segno un poderoso recupero, con Il Dax di Francoforte che ha recentemente toccato massimi storici assoluti ed i listini periferici che hanno regalato performances a doppia cifra nel 2013 e nella prima parte del 2014.
Come mai i mercati crescono se l'economia va male? E soprattutto, perché non lo dice nessuno? Stiamo attraversando sicuramente una crisi economica e finanziaria che la fará da padrona sui libri di storia dei nostri nipoti, crisi del debito sovrano... Riforme... Immigrazione... Governance dell'Unione Europea, ma è altrettanto vero che i mercati rappresentano la sommatoria dei comportamenti degli investitori, comportamenti che ci introducono nell'affascinante mondo della finanza comportamentale, dove le decisioni di investimento tendono ad essere uniformi, creando quello che i tecnici chiamano trend di mercato.
Come proteggersi quindi dalle turbolenze di mercato e soprattutto dal terrorismo psicologico della cattiva informazione? La risposta è molto più semplice di quello che si possa pensare, innanzitutto i mercati per loro natura tendono ad anticipare lo stato di salute dell'economia reale, possiamo paragonarli ai sintomi di un'influenza od al ritrovato vigore in un periodo di convalescenza; inoltre non bisogna mai farsi prendere dal panico, soprattutto perché la nostra strategia di risparmio/investimento non segue le mode dei TG, ma piuttosto un orizzonte di lungo periodo. Un'altra regola fondamentale è quella di non sparare tutte le cartucce, ovvero lasciarsi una liquidità sufficiente da sfruttare in caso di storno del mercato per ulteriori acquisti, diversificare il più possibile il portafoglio che dovrà essere composto da PAC, piani di accumulo del capitale che aiuteranno il vostro portafoglio a ridurre la volatilità nei momenti di maggiore turbolenza dei mercati.
COSA STA SUCCEDENDO? Dopo un inizio anno spumeggiante, i mercati europei hanno dapprima tirato il freno a mano, per poi ingranare decisamente la retromarcia da agosto ad oggi, con l'FTSE Mib che ha segnato cinque settimane consecutive di ribasso; questo rintracciamento rappresenta un messaggio chiaro ai governi europei: agire concretamente per superare questo deleterio immobilismo, e abbandonare l'amara pillola dell'austerità che in presenza di un'economia fragile non sortisce alcun effetto benefico. Dal nostro punto di vista, di piccoli risparmiatori, queste situazioni di ipervenduto di breve possono rappresentare occasioni d'acquisto, da sfruttare, per trasformare l'azione da difensiva in offensiva, per utilizzare un termine calcistico, continuando nella nostra strategia di lungo periodo senza farci condizionare troppo dal pessimismo cronico di chi da queste situazioni punta a trarre profitto insinuando terrore e paura di cospicue perdite nel proprio pubblico.

di Lorenzo Rapino

giovedì 2 ottobre 2014

C'ERA UNA VOLTA IL BENESSERE...

tanta_crisi
Poche ore fa il Governatore della BCE, Mario Draghi, si è pronunciato sullo stato di salute economico dell'Unione ed ha annunciato misure di stimolo all'economia diverse da quelle che si attendevano i mercati. SuperMario ha sottolineato come la ripresa stenti a decollare, ma di converso non è riuscito a soprendere i mercati come ci aveva abituato nelle ultime riunioni dell'Eurotower, ed ha comunicato che la BCE procederà all'acquisto di ABS (Asset backed securites: Si tratta di titoli derivati, quindi titoli che si poggiano sull'andamento di un altro strumento sottostante; un Abs non è altro che un insieme di prestiti reali impacchettato in un unico titolo finanziario. Funzionano come le obbligazioni. Hanno un prezzo e una quotazione giornaliera. La differenza è che il loro rimborso è legato al fatto che i prestiti sottostanti siano effettivamente rimborsati alle banche dalle imprese) e di asset di stati dell'eurozona, anche qualora si trattassero di titoli Junk emessi da Grecia e/o Cipro. Questo piano di acquisti sarà pari a circa 1.000 miliardi di Euro e partirà a metà di ottobre. Ciò in contrapposizione alla "promessa" di un Quantitative Easing, vale a dire un'immissione pura di liquidità sul mercato; quest'ultima operazione, annunciata nelle precedenti riunioni avrebbe sortito l'effetto di stimolare i mercati finanziari, ed agevolare la ripresa dell'eurozona con una maggiore dinamicità, come avvenuto negli Usa grazie alle tre operazioni di Quantitative Easing effettuate negli ultimi tre anni dalla FED.
La reazione dei mercati è stata delle peggiori, con la borsa di Milano che in chiusura ha fatto registrare un drammatico -3,9%... Ora: che la situazione dell'Eurozona fosse critica e si dovesse agire lestamente, anche se stiamo aspettando interventi concreti da almeno tre anni, lo si sapeva già. Che le riforme debbano essere fatte è cosa risaputa ed altrettanto attesa, soprattutto nei paesi dell'Europa del sud come Italia, Spagna, Portogallo, Grecia a cui si aggiunge la Francia che di certo non ha un bel bilancio. Io mi chiedo, che cosa stiamo aspettando? Si sta ancora discutendo di come fare, cosa fare, chi ci rimette e chi ci guadagna?
Sicuramente ci rimette il popolo e cari burocrati dell'Unione, governanti, ministri e cancellieri forse voi non sapete affatto cosa vuol dire alzarsi la mattina per andare a lavorare come schiavi, per poter riportare da mangiare ai propri figli, e arrivare a fine mese; no non lo sapete. A questo punto, dopo che avete avuto VENTIDUEANNI di tempo da quello storico trattato di Maastrict, e non avete fatto nulla di utile o comunque all'altezza della vostra paventata professionalità e istruzione, non potete stigmattizzare i movimenti che non vogliono più un Europa unita, perchè questa Europa così come l'avete costruita per fare i vostri porci comodi ci ha solamente impoverito ed ha creato ancor più divisioni di quelle che potevano esserci prima dell'entrata in vigore della moneta unica.
AVETE SBAGLIATO TUTTO - Nel 1992 le regole di Maastrict potevano avere un senso, ma il mondo cambia ed anche molto velocemente e voi siete rimasti fermi, perchè pensavate alle quote latte o alla forma della pizza! Invece di proteggerci dall'invasione della contraffazione cinese... dalla delocalizzazione delle imprese, dai clandestini che hanno invaso le nostre coste, avete creato delle banconote sulle quali sono impressi ponti che NON esistono... volevate mettervi in contrapposizione al Dollaro, ma rilfettete un attimo: sulla banconota da un dollaro è raffigurato il primo presidente della nazione, noi abbiamo una moneta e non una banconota su cui ogni stato ha impresso un proprio simbolo, alla faccia dell'Unione. Il vostro più grande pensiero è l'inflazione, ma cercare di governarla avete perso la bussola.
Ravvedetevi o governanti finché sarete in tempo, o l'onta della disfatta cadrà inesorabilmente su di voi, premiando quei movimenti che oggi voi negate, ma di certo sono più vicini al popolo ed hanno l'audacia di utilizzare davvero mezzi non convenzionali per poter uscire dalla crisi.
di Rapino Lorenzo