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giovedì 2 ottobre 2014

C'ERA UNA VOLTA IL BENESSERE...

tanta_crisi
Poche ore fa il Governatore della BCE, Mario Draghi, si è pronunciato sullo stato di salute economico dell'Unione ed ha annunciato misure di stimolo all'economia diverse da quelle che si attendevano i mercati. SuperMario ha sottolineato come la ripresa stenti a decollare, ma di converso non è riuscito a soprendere i mercati come ci aveva abituato nelle ultime riunioni dell'Eurotower, ed ha comunicato che la BCE procederà all'acquisto di ABS (Asset backed securites: Si tratta di titoli derivati, quindi titoli che si poggiano sull'andamento di un altro strumento sottostante; un Abs non è altro che un insieme di prestiti reali impacchettato in un unico titolo finanziario. Funzionano come le obbligazioni. Hanno un prezzo e una quotazione giornaliera. La differenza è che il loro rimborso è legato al fatto che i prestiti sottostanti siano effettivamente rimborsati alle banche dalle imprese) e di asset di stati dell'eurozona, anche qualora si trattassero di titoli Junk emessi da Grecia e/o Cipro. Questo piano di acquisti sarà pari a circa 1.000 miliardi di Euro e partirà a metà di ottobre. Ciò in contrapposizione alla "promessa" di un Quantitative Easing, vale a dire un'immissione pura di liquidità sul mercato; quest'ultima operazione, annunciata nelle precedenti riunioni avrebbe sortito l'effetto di stimolare i mercati finanziari, ed agevolare la ripresa dell'eurozona con una maggiore dinamicità, come avvenuto negli Usa grazie alle tre operazioni di Quantitative Easing effettuate negli ultimi tre anni dalla FED.
La reazione dei mercati è stata delle peggiori, con la borsa di Milano che in chiusura ha fatto registrare un drammatico -3,9%... Ora: che la situazione dell'Eurozona fosse critica e si dovesse agire lestamente, anche se stiamo aspettando interventi concreti da almeno tre anni, lo si sapeva già. Che le riforme debbano essere fatte è cosa risaputa ed altrettanto attesa, soprattutto nei paesi dell'Europa del sud come Italia, Spagna, Portogallo, Grecia a cui si aggiunge la Francia che di certo non ha un bel bilancio. Io mi chiedo, che cosa stiamo aspettando? Si sta ancora discutendo di come fare, cosa fare, chi ci rimette e chi ci guadagna?
Sicuramente ci rimette il popolo e cari burocrati dell'Unione, governanti, ministri e cancellieri forse voi non sapete affatto cosa vuol dire alzarsi la mattina per andare a lavorare come schiavi, per poter riportare da mangiare ai propri figli, e arrivare a fine mese; no non lo sapete. A questo punto, dopo che avete avuto VENTIDUEANNI di tempo da quello storico trattato di Maastrict, e non avete fatto nulla di utile o comunque all'altezza della vostra paventata professionalità e istruzione, non potete stigmattizzare i movimenti che non vogliono più un Europa unita, perchè questa Europa così come l'avete costruita per fare i vostri porci comodi ci ha solamente impoverito ed ha creato ancor più divisioni di quelle che potevano esserci prima dell'entrata in vigore della moneta unica.
AVETE SBAGLIATO TUTTO - Nel 1992 le regole di Maastrict potevano avere un senso, ma il mondo cambia ed anche molto velocemente e voi siete rimasti fermi, perchè pensavate alle quote latte o alla forma della pizza! Invece di proteggerci dall'invasione della contraffazione cinese... dalla delocalizzazione delle imprese, dai clandestini che hanno invaso le nostre coste, avete creato delle banconote sulle quali sono impressi ponti che NON esistono... volevate mettervi in contrapposizione al Dollaro, ma rilfettete un attimo: sulla banconota da un dollaro è raffigurato il primo presidente della nazione, noi abbiamo una moneta e non una banconota su cui ogni stato ha impresso un proprio simbolo, alla faccia dell'Unione. Il vostro più grande pensiero è l'inflazione, ma cercare di governarla avete perso la bussola.
Ravvedetevi o governanti finché sarete in tempo, o l'onta della disfatta cadrà inesorabilmente su di voi, premiando quei movimenti che oggi voi negate, ma di certo sono più vicini al popolo ed hanno l'audacia di utilizzare davvero mezzi non convenzionali per poter uscire dalla crisi.
di Rapino Lorenzo

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