Nell'ultimo mese abbiamo assistito ad un vero e proprio storno dei mercati finanziari europei, e come per magia sono tornati i titoloni sulle testate giornalistiche, nonché servizi televisivi i quali non facevano altro che parlare di miliardi e miliardi di Euro bruciati in pochi giorni. Ovviamente tali notizie seminano il panico tra i piccoli risparmiatori, che si affidano a promotori e banche per allocare il proprio risparmio. Quello che però questi professionisti dell'informazione non dicono è che i mercati europei ed in particolare la piazza milanese, nel corso degli ultimi due anni hanno avuto un andamento molto positivo, e spesso a poco valgono le raccomandazioni degli addetti ai lavori ai loro clienti di tornare a puntare sul mercato azionario, perchè questi ultimi vengono plagiati, vessati e terrorizzati da chi dovrebbe fornirci notizie imparziali sull'andamento del mondo. La verità è una sola: l'informazione non funziona, perchè punta esclusivamente a vendere notizie e come si sa, le belle notizie non vendono perchè nell'informazione il profitto viene dalla speculazione sulle disgrazie altrui.
A partire dalla fine del 2012 i mercati finanziari europei hanno messo a segno un poderoso recupero, con Il Dax di Francoforte che ha recentemente toccato massimi storici assoluti ed i listini periferici che hanno regalato performances a doppia cifra nel 2013 e nella prima parte del 2014.
Come mai i mercati crescono se l'economia va male? E soprattutto, perché non lo dice nessuno? Stiamo attraversando sicuramente una crisi economica e finanziaria che la fará da padrona sui libri di storia dei nostri nipoti, crisi del debito sovrano... Riforme... Immigrazione... Governance dell'Unione Europea, ma è altrettanto vero che i mercati rappresentano la sommatoria dei comportamenti degli investitori, comportamenti che ci introducono nell'affascinante mondo della finanza comportamentale, dove le decisioni di investimento tendono ad essere uniformi, creando quello che i tecnici chiamano trend di mercato.
Come proteggersi quindi dalle turbolenze di mercato e soprattutto dal terrorismo psicologico della cattiva informazione? La risposta è molto più semplice di quello che si possa pensare, innanzitutto i mercati per loro natura tendono ad anticipare lo stato di salute dell'economia reale, possiamo paragonarli ai sintomi di un'influenza od al ritrovato vigore in un periodo di convalescenza; inoltre non bisogna mai farsi prendere dal panico, soprattutto perché la nostra strategia di risparmio/investimento non segue le mode dei TG, ma piuttosto un orizzonte di lungo periodo. Un'altra regola fondamentale è quella di non sparare tutte le cartucce, ovvero lasciarsi una liquidità sufficiente da sfruttare in caso di storno del mercato per ulteriori acquisti, diversificare il più possibile il portafoglio che dovrà essere composto da PAC, piani di accumulo del capitale che aiuteranno il vostro portafoglio a ridurre la volatilità nei momenti di maggiore turbolenza dei mercati.
COSA STA SUCCEDENDO? Dopo un inizio anno spumeggiante, i mercati europei hanno dapprima tirato il freno a mano, per poi ingranare decisamente la retromarcia da agosto ad oggi, con l'FTSE Mib che ha segnato cinque settimane consecutive di ribasso; questo rintracciamento rappresenta un messaggio chiaro ai governi europei: agire concretamente per superare questo deleterio immobilismo, e abbandonare l'amara pillola dell'austerità che in presenza di un'economia fragile non sortisce alcun effetto benefico. Dal nostro punto di vista, di piccoli risparmiatori, queste situazioni di ipervenduto di breve possono rappresentare occasioni d'acquisto, da sfruttare, per trasformare l'azione da difensiva in offensiva, per utilizzare un termine calcistico, continuando nella nostra strategia di lungo periodo senza farci condizionare troppo dal pessimismo cronico di chi da queste situazioni punta a trarre profitto insinuando terrore e paura di cospicue perdite nel proprio pubblico.
di Lorenzo Rapino

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