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venerdì 24 giugno 2016

BREXIT: NON HA VINTO NESSUNO...

Un nuovo capitolo di storia è stato scritto: la Gran Bretagna è fuori dall'Unione Europea, questo l'esito definitivo del referendum


Il dado è tratto, i sudditi di Sua Maestà hanno scelto di abbandonare l'Unione Europea, e sono pronti ad affrontare le conseguenze di questa scelta per certi versi inaspettata, date le ultime proiezioni dei principali sondaggi.  
La Gran Bretagna è da sempre stata sulle sue posizioni, decidendo di non sposare a pieno il progetto di integrazione europea per mantenere una certa autonomia in materia di politica economica e monetaria, ed il sintomo maggiore di questo non matrimonio è stato da sempre rappresentato con la volontà di mantenere la propria valuta nazionale e pertanto un certo distacco dai burocrati residenti a Bruxelles...
Oggi è come se l'Europa fosse stata sedotta e abbandonata da una donna affascinante, che consapevole di poter affrontare il Mondo da sola, abbandona il progetto di una vita tranquilla e di una famiglia felice, per percorrere una strada più tortuosa, ma che alla fine dovrà portare alla stessa meta, la Felicità... E allora la domanda sorge spontanea: ma se il fine è quello di essere felici, perché non percorrere questa strada insieme e tenersi per mano nei momenti di difficoltà?
Dovrebbero chiederselo i mediocri tecnocrati di Bruxelles, che alimentano questo sentimento antieuropeista con la loro austerity, con regole vecchie di trent'anni quasi, ormai obsolete per un Mondo che cambia davvero giorno dopo giorno, con normative assurde che non sortiscono mai l'effetto di facilitare la vita dei cittadini, quanto piuttosto contribuiscono a complicarla, con paletti e vincoli fatti di troppi numeri e poca vita reale.
Cari burocrati, se oggi voi ci dite quanto deve essere la circonferenza di una pizza, o quanti agrumi produrre, o come deve essere l'olio extravergine di oliva, o peggio proponete di portare la produzione di un prodotto tipico lontano dai suoi luoghi di origine (come la proposta sui pomodori pachino!), la risposta del popolo non potrà che essere avversa alla vostra idea di Europa!
Stare insieme non vuol dire regole opprimenti, stare insieme vuol dire, come dicevo poco fa, tenersi per mano soprattutto nei momenti di difficoltà. E se oggi un popolo che ha una carta costituzionale millenaria fa questa scelta è perché evidentemente si stava passeggiando insieme, ma non ci si teneva per mano.
In questo divorzio, però, non ci sono vincitori perché per la Gran Bretagna sarà una sfida molto ardua, accentuata anche dal sentimento e dalla voglia di stare nell'UE della Scozia dove il Bremain ha vinto in larga misura e dell'Irlanda del Nord in cui si parla di una storica riunificazione con la Repubblica Irlandese, mentre per l'Europa cosiddetta core ci sarà da combattere contro i rinnovati sentimenti secessionisti che rischiano di portare alla disgregazione di un continente dove i popoli rivogliono la loro sovranità, vogliono poter decidere il loro futuro autonomamente, e sono disposti a stare insieme se e solo se il fine è quello di mettere a fattor comune i punti di forza e combattere concretamente le debolezze, per tornare ad essere punto di riferimento economico di un Mondo che non è neanche lontano parente di quello del 1992 quando il Trattato di Maastricht sancì dei parametri assurdi ed inderogabili per i bilanci nazionali, senza tener conto degli scenari macroeconomici che da li in avanti avrebbero ineluttabilmente cambiato la vita dei cittadini.
L'ho detto più volte e lo ribadisco, di tasse burocrazia e austerity si muore, l'UE lo deve capire, altrimenti la disgregazione è dietro l'angolo e sarà un processo irreversibile senza vincitori...

di Lorenzo Rapino

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