La netta vittoria del Movimento 5 Stelle alle amministrative mette in ginocchio chi negli anni ha pensato solo a demonizzare gli avversari, piuttosto che governare con diligenza, responsabilità sociale e proposte concrete...
Votare è ancora uno strumento fondamentale della Democrazia!
Il popolo non dimentica, e così il day-after è caratterizzato dalla profezia dell'ormai ex-sindaco di Torino, il quale nel 2009 aveva spronato Beppe Grillo ad organizzare un movimento politico,sfidandolo a scendere in campo...
Tanto tuonò che piovve e sette anni dopo è lo stesso Fassino ad essere vittima delle sue stesse parole con la filastrocca che suona più o meno così:
Fassino lasciò Torino all'Appendino...
Volendo però andare oltre la dialettica, balzano agli occhi alcune situazioni che forse devono farci ben sperare per il futuro. In questo spazio non mi permetto di dare giudizi politici, ma è abbastanza confortante osservare che in fondo gli italiani non poi così pecoroni come vengono descritti. Scegliendo la via del cambiamento danno una chance a chi ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, a chi quando viene fatta una cosa, non demonizza l'avversario, ma propone una strada alternativa! E se anche questa rappresenta in teoria la normalità, in una vita politica che dovrebbe essere caratterizzata dall'alternanza, negli ultimi vent'anni abbiamo troppo spesso assistito al fare poco e male, a non poter ascoltare idee alternative ed anzi siamo stati spettatori attoniti di una politica dell'odio fatta di uomini mediocri bramosi di potere, che senza ritegno hanno abusato delle loro posizioni per portare vantaggi ai compagni di merende.
Il giochetto della demonizzazione dell'avversario politico per un po ha retto, ma in fondo noi italiani, amanti della bella vita, proprio fessi non siamo! Ed allora ben venga chi ha programmi alternativi, un modo nuovo di affrontare le problematiche, professando la trasparenza e la volontà di tagliare stipendi e benefici di chi già ne ha troppi per se e per le generazioni future...
Conquistare Roma e Torino non è solo il risultato di un voto amministrativo, considerando anche che il capoluogo piemontese non è stato governato così male negli ultimi anni, ma un voto di rottura con il passato e non deve trarre in inganno il fatto che l'affluenza sia stata molto bassa, perché chi non si è presentato alle urne non lo ha fatto per mancanza di tempo, ma perchè davvero disgustato, e magari anche un po spaventato dal cambiamento, perché i cambiamenti fanno paura...
Come sempre il tempo è galantuomo, e sarà molto interessante osservare il modus operandi dei pentastellati... Che sia davvero questa #lavoltabuona ?
di Lorenzo Rapino
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