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giovedì 11 agosto 2016

RIO 2016... TOKYO 2020... E POI? SI A ROMA 2024

“La cosa importante nei Giochi Olimpici non è vincere ma partecipare. La cosa essenziale nella vita non è conquistare ma combattere bene.”

Barone Pierre De Coubertin

Il 23 giugno del 1894 il Barone Pierre De Coubertin organizzò un congresso internazionale presso l'Università Sorbona di Parigi, nel quale annunciava l'intenzione di riportare in vita i Giochi Olimpici.
Per onorare l'evento, la prima edizione si tenne ad Atene nel 1896, in memoria degli antichi Giochi Olimpici che si disputavano ogni quattro anni nella città di Olimpia e di cui furono disputate ben 292 edizioni, dal 776 a.C. al al 393 d.C. Nell'antica Grecia i giochi rappresentavano uno dei momenti più importanti della società, infatti venivano presi come riferimento cronologico per datare e gli eventi, ma addirittura durante lo svolgimento delle gare erano sospese tutte le guerre.
Al giorno d'oggi le Olimpiadi possono apparire scontate, possono sembrare uno dei tanti eventi sportivi internazionali che caratterizzano le stagioni sportive, ma dietro c'è qualcosa di molto più profondo! Avete letto bene poco fa: SI SOSPENDEVANO LE GUERRE...
Questo purtroppo oggi non avviene, anche in virtù del fatto che il Mondo è parecchio più "grande" e globalizzato di 2500 anni fa ed i focolai di guerra, purtroppo, sono molto più numerosi, però che belle le cerimonie di apertura e la vita del villaggio olimpico raccontata dagli atleti, dove ragazzi di ogni nazione si incontrano pacificamente e competono in maniera leale per il proprio Paese, senza armi...
Quindi essere chiamati ad organizzare le Olimpiadi, non è solo una questione di business, di appalti e lavori da assegnare, ma rappresenta una grande responsabilità sociale, un momento di crescita per la città ed il Paese ospitante, un passaggio storico che segna la storia e le generazioni che la vivono e che può insegnare molto, una scommessa da accettare, una scommessa da vincere... A tutti i costi.
C'è da rabbrividire quando qualche politico in maniera molto demagogica afferma che le Olimpiadi siano un costo inutile che andrebbe a gravare unicamente sulle tasche dei contribuenti, perché innanzitutto è storicamente comprovato come il PIL di uno Stato che organizza un grande evento sportivo internazionale tenda a crescere, ma ci sono fattori di crescita non monetari, anche se decisamente più importanti, destinati a restare nella testa dei cittadini ed a condizionarne positivamente i comportamenti futuri.
Roma è candidata ad ospitare i Giochi della XXXIII Olimpiade e spero vivamente che la candidatura si trasformi in assegnazione, per dare l'opportunità ai romani di dimostrare quanto sia bella la capitale d'Italia, per dare l'opportunità a tutti quei romani che dicono di amarla, ma lo fanno solo a parole di confrontarsi con il resto del Mondo, in due parole per tornare CAPUT MUNDI.
L'Italia e Roma devono affrontare e vincere questa sfida, non tanto per lo 0,4% di PIL stimato come crescita derivante dai giochi, o per le nuove strutture che verranno costruite o per i tanti posti di lavoro che creerà l'indotto, che pure sono importantissimi; ma per dimostrare che sappiamo fare le cose per bene.
Ho sentito da più parti che il Movimento 5 Stelle non sosterrà la candidatura di Roma, per utilizzare diversamente le risorse finanziare destinate ai giochi: non c'è nulla di più sbagliato! Rinunciare alle Olimpiadi sarebbe un clamoroso autogoal, soprattutto per i 5Stelle perché essere chiamati a governare la Capitale d'Italia, significa accettare le sfide e dimostrare che si possono organizzare e costruire grandi cose in maniera assolutamente onesta e soprattutto senza infiltrazioni della malavita. Dopo aver giustamente e pesantemente condannato le malefatte scoperte negli appalti per EXPO2015, non accettare questa sfida significherebbe mettere la testa sotto la sabbia, proprio come uno struzzo, perdendo la propria credibilità.
Corriamo tutti insieme verso il futuro, verso ROMA 2024, un traguardo da raggiungere ad ogni costo per far riconquistare al nostro Paese il prestigio internazionale che gli compete, un'occasione irripetibile di crescita economica e culturale per tutti noi.

di Lorenzo Rapino

Questo articolo è stato pubblicato anche su www.gionapanarello.com

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