I sacrifici fatti dai contribuenti italiani negli ultimi anni sono stati totalmente inutili... siamo succubi del Patto d'(IN)Stabilità!!!
Quasi un ventennio fa ormai, il "professore" Romano Prodi, allora Presidente della Commissione Europea, affermò che "con l'Euro lavoreremo un giorno in meno guadagnando come se lavorassimo un giorno in più"...
I benefici sarebbero stati molteplici e l'integrazione del mercato unico, unito al certosino lavoro degli organi europei per uniformare le normative nazionali, faceva presagire un futuro roseo per il Vecchio Continente, che si era finalmente dotato di un sistema di regole di ferro da rispettare ed aveva tracciato una road-map per l'introduzione di li a pochi anni una moneta unica che potesse avere un ruolo di primissimo ordine nel panorama economico internazionale.
Il nostro Paese che usciva malconcio da tangentopoli, fece salti mortali per rispettare quei parametri che rappresentavano la conditio sine qua non per far parte dell'unione monetaria.
Purtroppo la storia ha frantumato tutte le nostre speranze, ed a distanza di quasi quindici anni dall'introduzione dell'Euro constatiamo mestamente che la disoccupazione così come la pressione fiscale sono a livelli record, la sicurezza ed i servizi ai cittadini sono sempre più scadenti, la costruzione di nuove infrastrutture stenta a decollare, la burocrazia è sempre più invasiva e cosa ancor più grave, decine di migliaia di imprese hanno chiuso o peggio ancora delocalizzato la produzione in paesi dove i vincoli normativi ed il costo della manodopera è decisamente più economico.
A questo triste scenario si aggiunge l'umiliazione subita dal nostro Paese nel 2011 quando l'Unione Europea ha ci ha imposto per il tramite di un governo tecnico una serie di misure di emergenza volte ad evitare un default che avrebbe rappresentato una catastrofe irreversibile per tutto il Vecchio Continente.
Era necessario tutto ciò? E' stato giusto mettere più volte le mani nelle tasche dei cittadini in nome di un'austerità che non ha sortito un solo effetto positivo?
PURTROPPO NO, E VI SPIEGO PERCHE'.
Il Patto di Stabilità prevede che il rapporto DEFICIT/PIL non deve superare la soglia del 3%, mentre il rapporto DEBITO/PIL non deve oltrepassare il muro del 120%, ma a fronte dei nostri sacrifici qual è l'evoluzione del nostro debito pubblico negli ultimi 20?
Ecco a voi qualche numero:
Come potete facilmente notare, il debito pubblico dal 1996 al 2011 è passato da 1.213.508 Milioni di € a 1.897.546, con un aumento del 56,37% in 14 anni, a fronte di un rapporto DEBITO/PIL invariato al 120%, questo significa che il sistema produttivo è cresciuto, ma lo Stato mangia di più.
A cinque anni dall'emergenza Spread, da quel governo tecnico di "unità" nazionale presieduto da un altro eminente professore di economia, il debito pubblico sfiora oggi i 2.400.000 Milioni di €, con un ulteriore aumento di oltre il 21% in soli cinque anni!
Dove vanno a finire i nostri soldi?
In poco meno di vent'anni abbiamo subito balzi e balzelli che hanno intaccato il nostro reddito ed il nostro patrimonio, L'IVA che è un imposta diretta e pertanto grava maggiormente sui soggetti con redditi più bassi è passata dal 19% del 1996 al 22%; sono state introdotte numerose accise sui carburanti, è stata reintrodotta l'imposta sugli immobili di proprietà ed è stato innalzato il bollo sulle auto. Senza contare la patrimoniale applicata al risparmio, con la tassazione delle rendite finanziarie passata dal 12,50% al 26% e l'aumento dei bolli sui titoli.
Purtroppo potremmo andare avanti per ore elencando i vari balzelli che abbiamo subito negli ultimi anni, ed il risultato è che siamo sempre, perennemente in una situazione di emergenza pertanto il risultato è uno solo: L'AUSTERITA' NON SERVE, perché rappresenta un cappio al collo dei cittadini che sono costretti a subire passivamente l'operato di uno Stato che preleva e non gestisce.
Concludo questa mia breve disamina con una domanda all'Esecutivo:
Presidente Renzi, Professor Monti, dal 2011 ad oggi il debito pubblico è aumentato di 400 Miliardi di €, ci spiegate una volta per tutte che fine hanno fatto i nostri sacrifici?
di Lorenzo Rapino
Questo articolo è stato pubblicato anche su www.gionapanarello.com


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