Un paio di giorni fa l'Istat ha diffuso i dati demografici, segnalando che al primo gennaio 2017 la popolazione italiana ammontava a 60 milioni 579 mila residenti, vale a dire 86 mila in meno rispetto all'anno precedente. Nel 2016 le nascite sono state solo 474 mila, aggiornando al ribasso il minimo storico dell'anno precedente pari a 486 mila. Il saldo naturale, vale a dire nascite meno decessi è pari a -134 mila e rappresenta il secondo peggior saldo di sempre, dopo quello del 2015 attestatosi a -162 mila.
Al 1° gennaio 2017 i residenti stranieri rappresentano l'8,3% della popolazione totale, mentre la popolazione di cittadinanza italiana scende a 55 milioni 551 mila. Per i cittadini italiani, oltre al saldo naturale sopra citato risulta negativo anche il saldo migratorio con l'estero a quota 80 mila, mentre per quanto concerne la popolazione straniera è positivo sia il saldo naturale (+54 mila) che il saldo migratorio con l'estero (+216 mila).
Un altro dato di cui tener conto è il calo della fecondità totale, la media scende a 1,34 figli per donna, 1,95 per le donne straniere ed 1,27 per le donne italiane.
Inoltre, l'Istat ci rivela che la popolazione sta invecchiando: i residenti nel nostro paese hanno un'età media di 44,9 anni, gli over 65 superano i 13,5 milioni. Anche gli ultracentenari sono in crescita e si attestano a 17mila.
Questa introduzione di carattere meramente statistico, era necessaria per fare delle considerazioni di natura economica: la popolazione sta invecchiando, ed il dato è sotto gli occhi di tutti, ma quel saldo migratorio con l'estero pari a 80 mila è la cartina tornasole del fallimento totale della nostra politica.
Il nostro Paese, purtroppo, non offre più opportunità, non è meritocratico, è comandato da lobby che sono preoccupate di piazzare costantemente i figli di papà ai posti di comando, anche se questi sono degli inetti, totalmente inadatti a ricoprire certe cariche.
Cosa succede? Dove stiamo andando? Difficile dirlo, ma se è vero che il pesce grande mangia il pesce piccolo, è anche vero che in un Mondo globalizzato i pesci piccoli hanno capito che la miglior difesa può essere quella di navigare verso acque più sicure, per costruirsi un futuro e realizzarsi.
Un altro dato di questa settimana è la revisione al rialzo del PIL per il 2017 che si attesterà a +1%, un risultato che dovrebbe essere replicato nel 2018 e che riempie d'orgoglio l'ex Premier Renzi, ma che evidenzia come il bicchiere sia assolutamente mezzo vuoto, perché il dato è il peggiore tra i Paesi Europei e se un +1% di PIL rappresenta un'inversione di tendenza, per i nostri politicanti, possiamo star tranquilli, per usare un eufemismo che il periodo di vacche magre non è affatto terminato.
Fino a pochi anni fa si parlava di cervelli in fuga, ma nulla di concreto è stato fatto per invertire la tendenza, che anzi si è accentuata, ed oggi sempre più ragazzi scelgono la triste rotta verso l'estero, anche per svolgere lavori più umili, pur di non essere vittime di un sistema ormai perverso che punta a sottopagare e sfruttare, cavalcando l'onda lunga della disoccupazione giovanile, ormai inchiodata ad un drammatico 40%.
In questi giorni, molti politicanti e giornalai si sono riempiti la bocca di belle parole, parole condite da incentivi, aumento delle pensioni, detrazioni, reddito di cittadinanza.
Nulla di tutto questo servirà a cambiare la situazione: il nostro Paese ha bisogno di un cambio di marcia a livello culturale, che può avvenire solo attraverso una terapia shock sul fronte economico. Va quindi tagliata di netto l'imposizione fiscale diretta, a parità di quella indiretta, altrimenti avremmo fatto un buco nell'acqua; la maggior disponibilità economica nelle tasche dei contribuenti, soprattutto del ceto medio, riporterebbe quella serenità sociale che permetterebbe di programmare un futuro migliore per i nostri figli, perché diciamoci la verità, la cattiva gestione del change over da Lira ad Euro ha creato un notevole scompenso sulle retribuzioni, mai pienamente e colpevolemte rilevato dai panieri di riferimento, che mal rispettavano il vero "carrello" della spesa delle famiglie.
di Lorenzo Rapino
Immagine presa dal web.
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