Traduci

SEGUICI SU FACEBOOK

giovedì 21 aprile 2016

L'INCOGNITA DEI TASSI NEGATIVI...



C’era una volta un’economia di mercato in cui se volevi rischiare acquistavi titoli azionari e simili, ma se eri un investitore prudente ti buttavi sul mercato obbligazionario corporate o governativo. L’investitore aveva di fronte una scelta abbastanza netta: optare per un investimento più rischioso, ma potenzialmente molto redditizio oppure buttarsi sul mercato obbligazionario, scegliendo di ottenere rendimenti più bassi ma oggettivamente più sicuri. I pionieri delle asset allocation proponevano, nell’ottica di una giusta diversificazione un mix di queste due classi di investimento finalizzata ad ottimizzare il famigerato rapporto rischio/rendimento.
La finanza ci ha abituato oramai da oltre due decenni a stupirci con effetti speciali, inventandosi una miriade di prodotti che andavano ad integrare la nostra diversificazione di portafoglio. Non so perché, ma i paragoni finanza/frutta mi sembrano i più calzanti: se possiamo paragonare un fondo comune d’investimento ad un cesto di frutta, va da se che tutti i prodotti di finanza innovativa possono essere visti come diserbanti per far crescere meglio il nostro orto o la nostra piantagione o meglio ancora il nostro giardinetto. Per vedere i frutti però è necessario alimentare il nostro giardinetto, e seppure sono un’amante dei prodotti biologici, ammetto che l’utilizzo di qualche fertilizzante può portare dei benefici. L’importante, come regola generale della vita, è non abusarne altrimenti rischiamo di ritrovarci a digiuno e con il raccolto compromesso… Il caso Lehman Brothers insegna.
E proprio lí sta il punto di svolta, nell’ottobre 2008 quando i diserbanti di alcune banche d’affari mandarono all’aria non solo il raccolto, ma tutta la fattoria!!! Una crisi finanziaria talmente enorme che ben presto contagiò il resto del Mondo, trasferendosi in un baleno all’economia reale, quella fatta davvero di raccolto, di fabbriche, ma soprattutto di migliaia di lavoratori che pur non sapendo minimamente cosa fossero i diserbanti della finanza si ritrovarono senza lavoro o peggio senza pensione. D’un tratto era arrivata la RECESSIONE, parola inventata dai politici per far ingerire ad impotenti cittadini dei bocconi amari al gusto di tasse per nascondere le magagne dei compagni di merende del clan Bilderberg…
Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata fin troppa, ma quello che balza agli occhi è il clamoroso vuoto di potere dell’Unione Europea, che a distanza di quasi 8 anni dall’inizio della crisi finanziaria, si trova a combattere ancora contro i demoni della deflazione, derivante da una domanda aggregata troppo bassa per consolidare la ripresa economica, soprattutto nell’Europa Mediterranea.
Incentivi, Riforme, tassi accomodanti, salvataggio di banche, acquisto di titoli di stato da parte della BCE, Quantitative Easing, Quantitative Easing 2 la vendetta… Nulla è servito ad invertire nettamente la tendenza.
Ed ora che si fa?
L'inventiva di finanzieri e governatori delle banche centrali non ha limiti, e così siamo passati dalla crisi del debito sovrano del 2011 dove si paventava addirittura un default della nostra amata Italia, ad un territorio totalmente inesplorato: quello dei tassi negativi…
E' davvero arduo spiegare in breve cosa siano i tassi negativi, perché di fatto non lo sa neanche il più navigato degli economisti cosa succederà adesso. 
Io voglio provare a dare il mio contributo e cerco di farlo nel modo più semplice: tutti più o meno sappiamo cos'è un BOT, acronimo di Buono Ordinario del Tesoro, chiunque acquista un BOT diventa creditore dello Stato italiano, che alla scadenza pattuita rimborserà il capitale a cui verrà aggiunto un interesse predeterminato in fase d'asta ed in linea con il tasso d'interesse stabilito dalla Banca Centrale Europea (era stabilito dalla Banca d'Italia fino al 31/12/1998). Ed ora si crea il paradosso, perché se i tassi di mercato sono negativi, sarò io a dover pagare per prestare del denaro allo Stato!!! Molti economisti sono del parere che questa situazione se dovesse andare fuori controllo potrebbe portare un nuovo tzunami finanziario sui mercati e non solo...
Detta così, sembrerebbe che Draghi&Co. siano usciti fuori di senno, ma in realtà c'è una base razionale a tutto ciò: se i tassi sono negativi, lo sono anche quelli dei depositi degli Istituti finanziari presso la Banca Centrale, ma a rigor di logica nessuno lascia depositati dei soldi sapendo che subirà una perdita certa o comunque un decremento e questo dovrebbe portare le Banche a rischiare di più, utilizzando quelle giacenze presso la Banca Centrale per prestare denaro a famiglie ed imprese.
Ora sappiamo che le Banche si comporteranno certamente così, ed infatti gli ultimi dati confermano come il credito alle famiglie ed alle imprese sia di nuovo in fase di crescita dopo anni di decrescita e stallo. Ma il più grande problema è che il mercato dà un prezzo a tutto e questa situazione si è ben presto riversata sul mercato obbligazionario governativo di vari paesi, portando rendimenti negativi anche su titoli di durata pluriennale. Poco male per un paese come la Germania o la Norvegia che hanno un bilancio in surplus, ma se in un paese fortemente indebitato le famiglie e gli investitori istituzionali decidono, razionalmente, di non acquistare più titoli di questi emittenti?
Nessuno al momento è in grado di dare una risposta... Ed io ho paura del Giappone...


di LORENZO RAPINO

Nessun commento:

Posta un commento