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domenica 17 aprile 2016

REFERENDUM TRIVELLE... UN FLOP AMPIAMENTE ANNUNCIATO!




E’ giusto alla fine di questa giornata scrivere alcune righe di commento per l’ennesimo tentativo infruttuoso di provare a far digerire agli italiani uno strumento che, così come concepito, è assolutamente inutile e obsoleto; ritengo opportuno elencare le ragioni per le quali gli italiani tendenzialmente fanno stravincere l’astensionismo ormai troppo spesso:

-          CULTURA
Parliamoci chiaro, lo strumento referendario non fa parte della nostra cultura, ci abbiamo provato qualche volta ma salvo sporadici casi (aborto, finanziamento pubblico ai partiti…) il quorum spesso non si raggiunge
-          MEDIA
Purtroppo gli italiani sono guidati solo dai media e da ciò che loro vorrebbero che noi pensassimo e questi influenzano il nostro pensiero in modo massiccio invece la loro funzione dovrebbe essere quella di aiutarci a capire e guidare il nostro pensiero esclusivamente alla riflessione su cosa sia più giusto per noi e non per loro
-          POLITICI
Questa voce avrei dovuto metterla in neretto perché è quella che più di tutte determina il sostanziale disinteresse nei confronti dello strumento referendario: è difficile oggettivamente contrastare questa visione dei fatti dopo che si spendono (sprecano) ben 300 milioni di euro solo per evitare l’election day con le Amministrative (troppo alto il rischio di raggiungere il quorum), dopo che lo stesso Capo del Governo nonché l’ex Presidente della Repubblica annunciano che il non andare a votare è un diritto (peccato che non sia scritto da nessuna parte e questa cosa esce fuori solo ora che forse fa comodo a loro e non in tante altre quando parlano di dovere di voto e non di diritto), dopo che sono riusciti a creare il “rimborso elettorale ai partiti” da sostituire al finanziamento pubblico ai partiti appena abrogato.

Detto questo evidenziamo inoltre quanto ogni volta che ci sia un referendum abrogativo nel nostro Paese si parli di tutto tranne che dell’argomento in questione: pensate che abbiamo speso 300 milioni di euro per farci non decidere cosa dovrebbe o non dovrebbe succedere entro le 12,5 miglia marine quando oltre questa soglia (quindi anche 12,6) potrà continuare a succedere di tutto, pensate che abbiamo speso 300 milioni di euro per decidere su trivellazioni petrolifere che sono una parte nettamente minoritaria rispetto a quelle di gas metano che sono passate sotto silenzio in quanto totalmente innocue e necessarie per il Paese, pensate che abbiamo speso 300 milioni di euro senza che nessun giornale, nessun telegiornale e forse solo qualche sito ci abbia rappresentato la situazione di un Paese europeo come la Norvegia, beh io personalmente ci sono stato e mi sono documentato, vi informo che lo Stato scandinavo è uno dei più trivellati d’Europa, nonostante questo il loro mare è pulitissimo, le risorse energetiche che loro utilizzano sono le più Green in assoluto, sapete cosa ci fanno con il petrolio e il gas che estraggono dai loro mari? Lo vendono e diventano uno dei Paesi più ricchi d’Europa! E’ anche per questo motivo che non entrano a far parte dell’Unione Europea, un gruppo di Stati che non riesce a decidere nulla di nulla!
In ultimo abbiamo speso 300 milioni di euro per non decidere nulla quando forse a noi pescaresi ne sarebbero bastati molti meno (ma molti molti meno) per cominciare ad eliminare gli scarichi abusivi nel nostro fiume che probabilmente anche quest’anno ci impediranno di fare il bagno a meno che il nostro Sindaco ci faccia credere che abbia la bacchetta magica…
In conclusione vi dico che sono convinto che bisognerebbe abolire il quorum perché chi decide di non decidere non può influenzare tutti gli altri; io non ho paura di dire che sono andato a votare perché ritengo la partecipazione sempre una risorsa e, ovviamente, ho votato NO.


di ALESSANDRO TUCCI

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