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lunedì 11 aprile 2016

PANAMA PAPERS, C'ERA UNA VOLTA LA SVIZZERA NEUTRALE...

I Panama Papers fanno irruzione come un fulmine a ciel sereno, o forse no... E la Svizzera ci ha messo lo zampino...


Da qualche giorno i Tg non fanno altro che parlare di Panama papers e tutto il Mondo si indigna di fronte a questi scottanti documenti ed a questa lista di celebrità che eludendo le normative fiscali europee e dei rispettivi paesi, hanno pensato bene di trasferire tutto il proprio patrimonio, o parte di esso in un luogo famoso per la sua pressione fiscale pari a ZERO: Panama.
Mi viene da sorridere, perché tutti ne parlano come se non sapessero come si muovevano i grandi capitali della Terra, grandi capitali che da sempre condizionano l'andamento dei mercati finanziari solcando le autostrade telematiche della finanza ad una velocità pressoché vicina alla quella della luce. Grandi capitali che sono manovrati dai più importanti investitori istituzionali, gli stessi che operano ogni giorno nelle principali piazze finanziarie del pianeta.
Il sistema è diabolicamente semplice, perché grazie a professionisti compiacenti residenti a Panama o in altro paradiso fiscale, nel giro di qualche giorno è possibile trasferire il proprio patrimonio ad una società anonima che a sua volta è controllata da altre società, le quali a loro volta sono controllate da altre società... tutte scatole vuote, finalizzate a mantenere segreta l'identità del facoltoso cliente che intende eludere la fiscalità del proprio paese. E a dire il vero il giochino è fin troppo semplice, tant'è che dagli scottanti documenti è emerso che una tra le principali società di consulenza panamensi è arrivata a costituire nel 2005 fino a 35 società al giorno, roba da guinness dei primati, ma non è tutto, perché se allarghiamo lo spettro delle osservazioni agli ultimi tre decenni, scopriamo come tale società, che sottolineo non era la sola a fornire queste utilissime "consulenze", ha registrato oltre 210 mila società nei principali paradisi fiscali sparsi per il Mondo.
Ma perché succede tutto ciò? La risposta sembra semplice come la costituzione di una società offshore: se posso eludere il sistema, perché devo pagare tutte queste tasse che sono elevatissime dato che sono un cittadino del Mondo?
Ed a pagare, anche per i ricchissimi, sono sempre i soliti: gli onesti cittadini che ogni mattina si alzano e dedicano gran parte del loro tempo per portare a casa la pagnotta, per la propria famiglia e per chi non si accontenta dei suoi milioni...
Queste spiacevoli situazioni si vengono a creare per una serie di circostanze, che chi governa fa finta di non vedere, o perché vuole agevolare i compagni di merende, in cambio evidentemente di consensi e "favori" per continuare ad occupare una comoda poltrona... Ed a pagare, sono sempre i soliti... Gli onesti cittadini!
A dire il vero, questa situazione l'aveva già prevista l'ex Ministro del Tesoro Giulio Tremonti, il quale nell'ottobre del 2009 al termine della riunione dell'Ecofin in Lussemburgo aveva affermato:"L'Euroritenuta è stata sistematicamente evasa e tutti i paesi hanno subito e subiscono questa evasione." Criticando l'introduzione di tale imposizione in base alla quale le banche svizzere avrebbero dovuto comunicare agli altri paesi europei le informazioni sui conti aperti dai loro cittadini oppure applicare una ritenuta del 15% , poi salita al 35%, dei guadagni derivanti da dividendi e interessi. L'Europa, che si muove e ragiona più lentamente di un bradipo, aveva stranamente previsto di tassare solo i conti intestati a persone fisiche e non quelli di società. L'imposta, quindi, poteva essere tranquillamente aggirata... Perché? Era uno specchietto per le allodole?  Si voleva far credere che l'Europa potesse fare la voce grossa contro gli evasori? Ed invece, chi di spada ferisce di spada perisce, o per dirla con un linguaggio attuale: di sole tasse si muore.
Già, perché il problema fondamentale di questo Mondo globalizzato è che gli attori giocano allo stesso gioco, ma con regole diverse... Ed allora accade che la neutrale Svizzera, patria delle banche e cassaforte dei più grandi capitali della Terra, abbia rinunciato alla propria neutralità, in un Mondo in cui le guerre si fanno più con i soldi che con i carri armati, il paese elvetico ha lasciato operare in assoluta libertà le proprie istituzioni finanziarie che hanno ritenuto opportuno difendere anche legittimamente in un certo senso, i propri correntisti, piuttosto che le farraginose e burocratiche normative dell'UE.
Giusto? Sbagliato? La nota storica di grandissimo rilievo è che la Svizzera si è schierata, e lo ha fatto consapevolmente... Ma questo la dice lunga sulla necessità di rivedere molte se non tutte le regole del gioco; ed anche l'UE, di concerto con la BCE dovrebbe rivalutare il proprio operato, perché alla luce di quanto accaduto mi viene da pensare come avremmo affrontato questa terribile crisi economica, nata come crisi finanziaria, se le banche europee avessero avuto in portafoglio i miliardi di € volati in paradiso.

di Rapino Lorenzo

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