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mercoledì 13 aprile 2016

TRIVELLE SI... TRIVELLE NO... USIAMO LA TESTA E NON LE ETICHETTE!!!

Domenica 17 aprile noi italiani saremo chiamati a votare per il referendum riguardante lo sfruttamento dei giacimenti siti nel Mare Adriatico

Questo il quesito al quale saremo chiamati a rispondere: “Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?”.


Da onesto e diligente cittadino, non essendo questa una materia di cui sono esperto, ho ritenuto opportuno documentarmi, cercando di sentire le ragioni di entrambi gli schieramenti. Come ribadito più volte, la finalità di questo blog è la ricerca della verità senza coinvolgimenti di terzi, con la speranza di dare delle indicazioni utili ai lettori.
Proprio in quest'ottica, pertanto, posto qui di seguito il pensiero di un mio carissimo amico geologo, Pietro Di Tillio, che in poche righe analizza in maniera chiara e sintetica la situazione sulla quale saremo chiamati ad esprimerci.

La mia riflessione sul Referendum delle "Trivelle" di Pietro Di Tillio
Per prima cosa c'è da dire che il popolo italiano deve imparare a documentarsi a fondo sulle cose che accadono ed evitare di usare Facebook come strumento di conoscenza perché, a mio parere, sui social molte volte troviamo un sacco di stronzate e notizie non attinenti alla realtà... punto numero uno è quindi DOCUMENTARSI A FONDO E DA FONTI ATTENDIBILI.
Una volta fatto questo primo passo c'è il secondo più importante ovvero: IMPARATE A PENSARE CON LA VOSTRA TESTA.. Tutti abbiamo questo grande dono, il cervello: UTILIZZIAMOLO!!
Proviamo a scostarci, ad esempio, dal dare per scontato tutto quello che la politica ci inculca, tutti seguiamo un filone politico, e va bene così, però chiediamoci sempre: è giusto quello che dicono? Ha senso questa riforma? Non facciamo le pecore...
-Detto questo, di cosa tratta il referendum??:
Gli elettori dovranno decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro le 12 miglia dalla costa, debbano durare fino all'esaurimento del giacimento, come avviene attualmente, oppure fino al termine della concessione.
Questo significa che se il referendum dovesse passare le piattaforme attuali posizionate a meno di 12 miglia dalla
Costa, verranno smantellate una volta scadute le concessioni senza poter sfruttare a pieno il giacimento.
DA CAPIRE BENE CHE: NON CAMBIERÀ NULLA PER LE PERFORAZIONI SU TERRA O IN MARE OLTRE LE 12 MIGLIA!!
Il che è un punto fondamentale per chi pensa che non ci saranno MAI PIÙ piattaforme nei nostri mari... ho notato che molte persone sono "cadute.." Su questa idea..
-Altra questione: le piattaforme possono "scoppiare" come è successo nel golfo del Messico??:
Partendo dal presupposto che tutto può succedere, vivere significa Fare, fare significa innescare un meccanismo di causa-effetto, per questo le cose possono accadere.
Detto questo nella storia italiana si ricorda un solo grande incidente avvenuto nel 1965, ben 51 anni fa, al largo di Ravenna, quando una piattaforma di proprietà dell'Eni saltò in aria in fase di installazione. NON ci furono danni ambientali gravi dato che il giacimento era di GAS. Altro punto importante è sapere che la maggior parte dei giacimenti italiani sono a produzione di Gas Metano.
La statistica in questo caso ci dice che la percentuale di avere un disastro ambientale è molto bassa.
-Le piattaforme inquinano??
Secondo un documento pubblicato da Greenpeace in cui i risultati delle analisi condotte su sedimenti marini e nelle cozze che vivono nei pressi delle piattaforme, sono state trovate, IN ALCUNI CASI, sostanze chimiche superiori ai limiti di legge. (Peccato che i limiti di riferimento erano quelli per acque che distano un miglio dalla costa) il che mischia le carte in tavola e rende a mio avviso non più attendibili i risultati.
Per quanto mi concerne, mi preoccuperei più dell'inquinamento che viene convogliato ogni giorno nel fiume Pescara e che a sua volta va dritto nel nostro caro Adriatico.. A mio avviso è più allarmante questo, visto che è una CERTEZZA perché più di una volta ci sono stati sversamenti di liquami che hanno inquinato in modo profondo la nostra costa.
-IL RINNOVABILE: ben venga!! Bisogna Assolutamente pensare al rinnovabile, dato che gli idrocarburi sono risorse limitate, prima o poi finiranno. Questo non significa che si può continuare ad implementare la ricerca per il rinnovabile mentre si continua ad usare il petrolio come fonte principale, dato che non si può pensare di chiudere il rubinetto dall'oggi al domani.
L'Italia, secondo i dati, è già a buon passo dal punto di vista del rinnovabile con una produzione pari al 17% di energia. Quindi non resta che continuare su questa scia per arrivare a produrre magari il 50% e più negli anni a venire.
L'Italia dovrà comunque continuare ad importare idrocarburi dall'estero ma sicuramente quel poco che produciamo aiuta in qualche modo l'economia italiana e ancor di più i lavoratori italiani: si stima che nella sola area di produzione emiliana verrebbero a mancare 3.000 posti di lavoro se il referendum fosse approvato.
Un punto molto dolente dato che l'Italia sotto il piano lavorativo già non naviga, ahimè, in buone acque...
Pertanto, azionate il cervello, mettete da parte i vostri ideali politici e andate a votare quello che meglio credete sia il bene per il nostro Paese, che in fondo è quello che davvero conta!
Spero di aver contribuito a farvi prendere una decisione serena e consapevole!

di Lorenzo Rapino 




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